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Arriva il digitale, in Piemonte crolla l'audience: 160 mila spettatori in meno

aggiunto da Sandro | fonte: Digital-Sat.it
In centomila con lo schermo nero. Sono le vittime dello "switch off", del passaggio dalla vecchia televisione a quella digitale. Solo un calcolo molto approssimativo, su dati che però sono concreti e che riguardano l´audience. A vedere la tivù in Piemonte nel cosiddetto "prime time" (dalle 21 alle 23 circa) di mercoledì sono stati 1 milione e 963 mila persone circa. Ossia circa 164 mila in meno del giorno prima, martedì.

E il mercoledì precedente davanti agli schermi ce n´erano 108 mila in più. Numeri che vanno interpretati, perché riguardano tutta la regione anche se le aree dello switch off riguardano quasi due terzi della popolazione del Piemonte. E poi bisogna precisare che il confronto tra il martedì e il mercoledì è "sporcato" da differenze di palinsesto e che quello di mercoledì 30 settembre su mercoledì 7 ottobre è influenzato dal fatto che dieci giorni fa, su Raiuno, c´era Juventus-Bayern Monaco. Dall´altra parte, però, va anche detto che la media di spettatori in tutta Italia è salita da una settimana all´altra del 5 per cento e che quindi ci si sarebbe dovuti attendere una crescita anche degli spettatori piemontesi.

Dunque non è sbagliato dire che sono sicuramente decine di migliaia le persone che non sono riuscite a vedere la nuova tivù digitale. Nella cifra c´è chi non ha comprato il decoder, chi non è stato in grado di risintonizzare l´apparecchio. E anche chi non è stato raggiunto dal nuovo segnale digitale, come è capitato in molte vallate alpine in cui le operazioni non sono ancora state effettuate perché gli impianti di trasmissione non erano di proprietà della Rai.

Ieri un centinaio di cittadini ha chiesto aiuto allo sportello che la Rai ha allestito in via Verdi, nel Palazzo della radio. E i torinesi e i cuneesi hanno continuato a chiamare il call center del ministero dello Sviluppo economico. Più o meno 350 chiamate all´ora, per un totale di 7 mila telefonate di "sos". «Un dato positivamente sorprendente e ancor più confortante di quelli di mercoledì», commenta la dirigente Eva Spina. Che spiega: «In alcune zone montane la mancanza di segnale può essere dovuta al fatto che le operazioni non sono ancora state completate. Gli impianti da aggiornare erano 349 e la fine delle procedure era prevista per domani (oggi, ndr)».

Intanto la tivù digitale ha causato tensioni al Cie di corso Brunelleschi. Nessuno ha comprato i decoder per le tre tv al plasma della sala mensa e per i 18 televisori presenti nei moduli abitativi. Così gli ospiti del centro, per protesta, hanno impedito l´ingresso all´addetto delle pulizie. La direzione ha promesso che oggi risolverà il problema, almeno in sala mensa.

 

Articolo tratto
da "Repubblica Torino"

10 Ottobre 2009 alle 13:48:27

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