E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.150 dell’1/7/2009 il Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 10 aprile 2009 con cui, per ragioni di natura tecnica, è stato ritenuto necessario ricomprendere la provincia di Belluno nell’area 6 (Veneto) – precedentemente inserita nell’area tecnica Trentino Alto Adige – e posticipare al secondo semestre 2009 lo switch-off della Valle d’Aosta. Il resto del calendario non ha subito modifiche.
In particolare per la Valle d'Aosta, il cui switch-off era già previsto per il secondo semestre del 2009 (precisamente dal 14 al 23 Settembre prossimo), non è ben chiaro ad oggi quando si completerà il passaggio definitivo alla televisione digitale terrestre.
«Siamo in attesa che il Ministero dello sviluppo economico, anche a seguito delle nostre sollecitazioni, predisponga il piano attuativo definitivo, con la precisazione di date e modalità, per lo spegnimento dell'analogico su cui dovremo esprimere l'intesa della Regione», così aveva parlato la scorsa settimana il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rolladin.
Sempre il governatore valdostano aveva poi riferito che il vice ministro con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, ha informato la Regione che la nuova pianificazione delle frequenze non inciderà sulle risorse frequenziali già assegnate alle Tv locali regionali «e che nella medesima pianificazione sarà inoltre prevista la frequenza aggiuntiva per la ritrasmissione dei programmi in lingua francofona».
«La richiesta del mantenimento dei canali francofoni e di un eventuale ampliamento dell'offerta di canali multi linguistici - ha concluso Rollandin (nella foto) -, è da sempre alla base di tutti i protocolli di intesa e di tutte le richieste che la Valle d'Aosta, dal 21 luglio dello scorso anno a oggi, ha posto nel progetto di digitalizzazione. Oltre agli attuali France 2 e Tele Suisse Romande si prevede l'ampliamento ad altri programmi francofoni e germanofoni, la cui individuazione avverrà anche con il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse quali il Corecom, nella sua funzione istituzionale, ed i rappresentanti delle comunità Walser».
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"