Il passaggio dal segnale analogico al digitale, oltre ad aver procurato fastidiosi problemi agli utenti, che in molti casi non riescono più a vedere alcuni canali, ha fornito anche
nuovi spunti ai truffatori, sempre alla ricerca di inediti stratagemmi per raggirare le loro vittime. Vittime che perlopiù appartengono alle fasce più deboli della società, ovvero gli anziani, spesso soli e facilmente suggestionabili.
L'ultima novità è proprio quella dei falsi tecnici dei decoder. Persone senza scrupoli che si presentano alla porta di ignari pensionati spacciandosi per addetti alla riprogrammazione di queste apparecchiature. E che, una volta entrati in casa, invece di occuparsi della ricezione dei canali si occupano di fare razzia di soldi e preziosi. Come? Semplice: mentre uno di loro fa finta di trafficare intorno alla televisione, l'altro fa il giro delle stanze e fruga nei cassetti alla ricerca di qualcosa di valore da rubare.
Approfittarsi della buona fede di molti anziani, infatti, non è poi così difficile. I professionisti della truffa sanno perfettamente che per avere gioco facile e mettere le mani su denaro, gioielli e bancomat spesso basta avere faccia tosta, buona parlantina e un modo di fare convincente. E presentarsi sotto le mentite spoglie di conoscenti, impiegati bancari o postali, funzionari Inps, poliziotti, carabinieri, finanzieri o vigili urbani. Adesso, anche tecnici dei decoder.
Per il momento si tratta più che altro di un avvertimento da parte delle forze dell'ordine, dopo la segnalazione di due sporadici casi del genere avvenuti nel Canavese e fortunatamente falliti. Ma la prudenza non è mai troppa, ed è pertanto di fondamentale importanza mettere in guardia le potenziali vittime da un eventuale pericolo di questo tipo, fornendo qualche elementare consiglio per aiutarle a non cadere nella rete.
A questo proposito i carabinieri ricordano che nessun tecnico viene a casa se non è stato espressamente chiamato dall'utente, e che nessun funzionario dello Stato, del Comune o di altri enti viene a domicilio per dei controlli sui decoder. E' comunque sempre buona regola chiedere di mostrare il tesserino di riconoscimento. «
In caso di dubbio - sottolineano dell'Arma -
è meglio diffidare degli sconosciuti e rivolgersi subito a noi. Siamo sempre a disposizione, anche solo per segnalare un semplice sospetto».
Articolo tratto
da "Il Mercoledì"
(21/10/09)