Comunicazione ai visitatori: il sito web DTT ITALIA non verrą aggiornato nelle prossime settimane, stiamo lavorando alla nuovissima versione del sito.
LEGGI NEWS

Romani: 'Torinesi state tranquilli, tra poche ore tutti vedranno la tv'

aggiunto da Sandro | fonte: Digital-Sat.it
«Il ministero sa perfettamente dove sono i ripetitori della televisione, anche quelli piazzati da Comuni, Comunità montane o privati».

Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni, smentisce così il presidente del consorzio Dgtvi, Andrea Ambrogetti, che nei giorni scorsi ha parlato di ripetitori «sconosciuti» alla Rai e al ministero sui quali non è stato possibile fare la conversione analogico-digitale. «Il ministero - dichiara Romani - ha una mappa precisa e aggiornata».

Per quale motivo, allora, in molte località, soprattutto montane, la televisione non si vede dopo il passaggio al digitale?

«Il problema non è stato sapere dov’erano gli impianti, ma, semmai, chi doveva provvedere alla conversione. Forse questo passaggio non è stato completato celermente come si doveva, ma è questione di ore, qualche giorno al massimo. E tutto andrà a posto».

Le proteste arrivano però anche dai grandi Comuni. Persino a Torino e nella primissima cintura c’è chi non vede più la televisione. O la vede a singhiozzo. a giorni e ore alterne? Motivo?

«Chiariamo subito un punto: non è possibile che ci sia un orientamento sbagliato delle antenne. L’orientamento è lo stesso dell’analogico. Chi dà questa spiegazione inventa».

Quindi?
«I problemi possono nascere per chi si trova al limite di un territorio irradiato da un ponte radio. Quando la trasmissione era analogica, essere al limite voleva dire avere un segnale più debole, quindi trasmissioni disturbate. Nel caso del digitale l’attenuazione del segnale fa sì che non si veda più nulla. La via di mezzo non esiste».

Bel progresso, il digitale...

«La soluzione è semplice, basta intervenire sull’antenna».

E delle interferenze che cosa dice? Alcuni antennisti sostengono che Rai e Mediaset incrocino i loro segnali, creandosi vicendevolmente problemi, e creandone ai telespettatori. Le risulta?

«Non è possibile, non mi risulta. Sarebbero folli se trasmettessero su frequenze che interferiscono».

Comunque c’è chi lamenta che avremmo potuto fare tutto con più calma. Che avevamo tempo fino al 2012 e abbiamo voluto correre troppo mentre non eravamo ancora tecnicamente preparati. Che cosa risponde?
«Al contrario, abbiamo forse impiegato anche troppo tempo. In futuro, per le altre regioni d’Italia, non faremo più passare così tanti mesi tra switch-over e switch-off. In America hanno spento tutto in una notte, il 12 giugno».

D’accordo, ma in America solo il 30 per cento delle persone guardava ancora la tivù analogica
.
«Certo, ma sa quant’è il 30 per cento degli americani? Siamo l’unico Paese al mondo che ha seguito questa strada. E’ stato un passaggio graduale e curatissimo: dai call center, ai contributi, alla verifica degli apparecchi».

A proposito di contributi: date 50 euro per comprare decoder che costano dai 90 in su. Con 30 euro si acquista un modello base, senza bisogno di contributo. Che senso ha?
«I modelli forniti col contributo sono quelli interattivi; è una scelta dei cittadini se hanno preferito i più economici».

Ammetta, qualche leggerezza c’è stata se ci sono tanti problemi e tanti proteste. Concorda?

«Non sono d’accordo. Per certi versi abbiamo aspettato anche troppo. Anche quando ci fu il passaggio dei telefonini dalla rete Gsm a quelle più evolute ci furono problemi tecnici e lamentele. Ma non c’è confronto fra le due tecnologie, e oggi nessuno protesta più. Anzi». 

Marco Accossato
per "La Stampa Ed. Torino"

14 Ottobre 2009 alle 01:49:03

Commenti (0)

Nome:
URL tuo sito (opzionale) :
capcha_code
Inserisci i caratteri qui:


SONDAGGIO
Cosa ne pensi di Rai4?

Risultati

Firefox 3